Anna Maria Gentile: l’arte del cinema tra visione personale e rapporto con il pubblico

La regista e sceneggiatrice salentina Anna Maria Gentile si racconta in un’intervista esclusiva rilasciata al direttore Ernesto Luciani per LecceOggi.com, offrendo uno sguardo approfondito sulla sua visione del cinema, sul suo processo creativo e sul rapporto con il pubblico.

L’intervista si apre con un momento importante: la prima del suo ultimo film Il Giostraio, tenutasi il 28 marzo al The Space di Surbo, che ha registrato una sala piena, segno dell’interesse crescente verso il suo lavoro.

Per Anna Maria Gentile, il cinema è molto più di uno strumento narrativo: è il mezzo attraverso cui dà forma alla propria visione artistica. La regista sottolinea l’importanza delle immagini e del montaggio, che le permettono di creare universi immersivi nei quali lo spettatore può entrare con intensità.

Quanto alla genesi di una sceneggiatura, Gentile racconta che ogni progetto nasce da un’idea solida e studiata: la costruzione narrativa, a suo avviso, non può affidarsi all’emotività pura, ma richiede rigore e approfondimento. In quest’ottica, per lei la sceneggiatura è la spina dorsale di un film: senza di essa, nessuna regia né interpretazione può davvero elevarsi.

La regista parla anche del suo approccio alla direzione degli attori: la fase di selezione è fondamentale, soprattutto perché spesso lavora con interpreti emergenti o alla loro prima esperienza. La scelta degli attori, secondo Gentile, deve essere funzionale ai personaggi e alla storia che si vuole raccontare.

Riguardo alle influenze artistiche, Gentile rivendica una visione profondamente personale e originale: non si riconosce in alcun stile precostituito, ma punta a creare un linguaggio visivo unico. Nel film Il Giostraio 13, ad esempio, le luci e le ombre non sono solo elementi scenografici, ma “personaggi silenziosi” che arricchiscono il racconto, trasformando il cinema in un codice narrativo dai molteplici livelli.

Interrogata sul rapporto con il pubblico, la regista afferma di volere soprattutto stimolare domande e riflessioni: l’obiettivo è lasciare in chi guarda un’esperienza che duri oltre la fine del film.

Un altro tema centrale dell’intervista riguarda il personaggio di Zack/Diego nel film Il Giostraio 13, interpretato dal giovane attore Mino Donadei: Gentile spiega come la scelta sia nata da una forte intuizione artistica, e come l’attore sia riuscito a incarnare pienamente l’enigmatico protagonista.

Infine, la regista anticipa che la saga del Giostraio non si fermerà qui: nuovi capitoli sono già all’orizzonte, pronti a portare avanti un universo narrativo che appassiona sempre di più gli spettatori.

👉 Per leggere l’intervista completa e tutte le risposte di Anna Maria Gentile, visita l’articolo originale su LecceOggi.com:
“INTERVISTA Esclusiva della regista e sceneggiatrice Anna Maria Gentile”
https://www.lecceoggi.com/intervista-esclusiva-della-regista-e-sceneggiatrice-anna-maria-gentile/

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