E se, per una volta, fosse Babbo Natale a scrivere a noi?
Con Lettera di Babbo Natale: un napoletano al Polo Nord, Anna Maria Gentile firma un breve film sorprendente, ironico e profondamente umano, capace di sovvertire uno dei rituali più sacri del Natale: la letterina. Qui non sono bambini e adulti a chiedere, ma Babbo Natale a rispondere. A tutti. In un’unica, inattesa lettera.
Il film appartiene al formato “cortex”, così definito dall’autrice: un’opera essenziale e diretta, in cui il materiale visivo – realizzato attraverso tecnologie di generazione digitale – accompagna una rivelazione insolita. Cosa pensa davvero Babbo Natale dell’umanità? Cosa prova davanti a desideri ripetuti, promesse non mantenute, richieste smisurate e solitudini mascherate da regali?
La scelta di un Babbo Natale napoletano non è un vezzo folkloristico, ma una precisa dichiarazione poetica. Disincantato, ironico e a tratti spietatamente sincero, dal Polo Nord osserva il mondo con lo sguardo di chi conosce la fame, l’attesa e il teatro della vita. La sua voce sorprende, commuove, fa sorridere e, soprattutto, dice la verità.
Lo spettatore scopre così un Babbo Natale lontano dall’immagine edulcorata delle favole: un personaggio stanco ma lucido, affettuoso ma non ingenuo, capace di amare gli esseri umani senza assolverli completamente.
Lettera di Babbo Natale è un’opera breve ma densissima, in cui la parola diventa protagonista e la rivelazione si trasforma nel vero regalo. Non solo un racconto natalizio, ma uno specchio: perché forse non avevamo mai davvero ascoltato Babbo Natale. Ora, finalmente, è lui ad avere qualcosa da dirci.